Mi chiamo Andrea Lombardi
e C’è di Peggio

e mi occupo di
Comunicazione e Marketing

Sono un professionista della Comunicazione. Il mio lavoro è aiutare le aziende, e chi ha un messaggio da divulgare, a farlo nel modo migliore.

La Professione

a modo mio

Lavoro sempre a stretto contatto con chi deve progettare e realizzare il prodotto, o il servizio, o l’idea, che devo aiutare a comunicare nel modo migliore. Il mio lavoro si integra al prodotto e non può essere un cappello posticcio da posarci sopra.

L’inizio di tutto

Era un pomeriggio autunnale come tanti altri quando mio padre, allora tecnico alla Hewlett Packard, mi chiamò dalla cantina di casa. Era il 1993 e io non avevo ancora compiuto cinque anni. Scesi di sotto, e tra gli scaffali in ferro su cui erano poggiati i detersivi per la lavatrice notai una scatola di metallo giallognola con degli intagli su un lato. Era quello che sarebbe diventato il mio primo computer. Il mio primo computer tutto mio. Certo, nei successivi anni lo avrei usato come fosse una console di videogiochi, ma avevo tra le mani un PC, in un tempo in cui i PC erano costosi quanto un’automobile.

Quello fu l’inizio di tutto, il primo puntino di una storia passata con le dita su una tastiera.

Sul secondo, forse ancora più importante, inciampai qualche anno dopo. Era una delle prime giornate di primavera del 2000, a New York svettavano ancora le due torri gemelle e in Italia gli acquisti si pagavano in Lire.

Io, dopo la scuola, stavo accompagnando mia madre a fare la spesa in un centro commerciale, quando ci infilammo alla Feltrinelli. Lì c’era uno striminzito scaffale dedicato all’informatica, che a me sembrava enorme e ricco di libri tecnici interessantissimi.

A quei tempi c’era una collana della Apogeo che si chiamava “for dummies”, riconoscibile a colpo d’occhio perché le copertine erano tutte uguali: gialle e nere e con il titolo del libro scritto in bianco. Erano tutti manuali tecnici per non addetti ai lavori, che spiegavano come utilizzare diversi programmi per computer.

Inciampai in un nome che mi era familiare perché ne avevo sentito parlare alle lezioni di informatica a scuola: “FrontPage”, quel programma che serve per fare “i siti”. Uscii da quella libreria con “FrontPage 2000 for dummies” tra le mani, e il resto è storia.

Storia fatta di progetti web che era inconsapevolmente progetti di comunicazione. Alcuni di grande successo, altri di grande delusione.

Riorganizzazione

Tra la volontà di lasciare l’Italia, lo sconvolgimento causato dal Coronavirus, e la necessità di riorganizzare e riprogettare il mio lavoro mi trovo a ripensare da zero la mia attività. Con diversi collaboratori attivi, è giunto il momento che la mia attività professionale divenga qualcosa di diverso e qualcosa di scalabile.

La mia formazione

Mi sono diplomato regolarmente nel 2007 come Perito Industriale specializzato in Elettronica e Telecomunicazioni e nello stesso anno mi sono iscritto alla facoltà di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano. Pochi anni dopo, ad un esame dalla laurea, mi sono ritirato senza conseguire il titolo di ingegnere.

La formazione che mi ha dato il Politecnico nel periodo in cui l’ho frequentato mi è stata fondamentale negli anni successivi. Parallelamente non ho mai smesso di studiare comunicazione e informatica, in particolare sviluppo web.

Obiettivi professionali

Dal mio primo giorno di lavoro sono un libero professionista. Per scelta. Mia. Ho sempre voluto fare il consulente e anche quelle poche volte in cui ho lavorato con agenzie di comunicazione l’ho sempre fatto da consulente indipendente.

Oggi tra i miei obiettivi c’è il tentativo di scollegare il mio lavoro dal luogo geografico in cui mi trovo, in modo da poter trasferirmi all’estero mantenendo la mia professione e molti dei miei clienti. Impossibile? Non lo so. Difficile, di sicuro.

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