Sabato 21 marzo 2020. Una seconda colonna di camion militari arriva a Bergamo per caricare un’altra settantina di cadaveri da portare in altri regioni d’Italia per la cremazione, perché qui non c’è più posto per i morti.

Ieri ci sono stati 627 decessi in Italia, dice la Protezione Civile. Ho amici giornalisti che su Facebook sostengono che i numeri non sono veritieri: tanti ormai muoiono in casa senza neanche aver mai visto il tampone e non rientrano nei calcoli ufficiali.

Questa mattina, però, in televisione:

Dobbiamo ancora verificare quanti morti ci sono stati gli altri anni per i malanni stagionali e confrontarli con quelli che stiamo avendo ora

Uno dei tanti imbecilli collegati via Skype con una trasmissione televisiva

Mi viene il dubbio. Chiuso in casa ormai da due settimane non so più distinguere la realtà dal sogno. Forse questa cosa dei camion militari che portano via i morti da Bergamo è una consuetudine consolidata. Forse è sempre successo ma i media non ci avevano mai puntato i loro grandi riflettori sopra.

Forse ora, con questa psicosi collettiva in atto ci fissiamo su ogni dettaglio macabro che abbiamo sempre ignorato.

Il tizio alla tv finisce il suo intervento, inizia il telegiornale e parla il capo della Protezione Civile. È uno spezzone della conferenza stampa di ieri, dice che i 627 morti non sono morti per il corona virus, ma con il corona virus.

Il medico che è con lui ribadisce che i morti sono tutti vecchi e con due o tre malattie. Tutti con diabete, pressione alta e altre cose che non ho ben capito. Gente che aveva già un piede nella fossa insomma.

È appena iniziata l’ultima primavera che avrebbero visto queste persone, con o senza virus. Sto bene, non ho malattie. E allora vaffanculo, io esco, chi deve morire tanto morirà comunque, e poi alla fine se devo morire pure io fanculo, in galera non ci sto.

Disclaimer per gli imbecilli: questo è il risultato più probabile della comunicazione errata che sto osservando in questi giorni. Errata nella forma, ma errata anche nella sostanza. Quando dicono che i morti avevano altre patologie, quello che non dicono è che avevano nella maggior parte dei casi un'aspettativa di vita ancora molto lunga. Quello che non dicono è che diabete e ipertensione sono malattie comuni, nel caso dell'ipertensione addirittura colpisce più del 30% della popolazione italiana. Rispettate la legge e il buonsenso.
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli interessanti