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Supponiamo che ora io racconti con dovizia di dettagli di come il coronavirus sia stato creato ad arte in un laboratorio cinese. Supponiamo che mi inventi tutto di sana pianta, e che io sia consapevole di aver scritto una frottola colossale.

Che reato ho commesso?

Forse procurato allarme? Direi di no, quel reato si riferisce a chi suscita allarme presso un’autorità o chi esercita un pubblico servizio allertandolo inutilmente. Qui non c’è nessun motivo di allarme, il virus è comunque in giro e fa morti indipendentemente dal fatto che sia naturale o creato in laboratorio.

Forse allora diffamazione? Beh, direi di no, non ho diffamato nessuno. La diffamazione deve avere un destinatario, in questo caso chi sarebbe?

Lo sapete che reato ho commesso? Nessuno.

Perché sparare cazzate è una libertà fondamentale dell’uomo. Solo quando quelle cazzate ledono l’immagine altrui diventano un reato.

Oggi leggiamo una valanga di fake news sul coronavirus, notizie che non fanno danno a nessuno e non sono né più numerose né più pericolose di quelle che leggiamo ogni giorno.

Perché non fanno danno a nessuno?

Perché non cambia niente a nessuno se vostro zio pensa che il virus sia stato creato in laboratorio perché l’ha letto sul FATTOQUOTIDAINO o su REFUBBLICA.

Gli unici che devono pagare per le loro opinioni sono coloro che le opinioni le esprimono in nome della loro autorità, ma anche questi devono pagare limitatamente all’ambito della loro autorità.

Se per esempio un medico sostiene che “covid19 è come un’influenza” sarà l’Ordine dei Medici eventualmente a prendere provvedimenti nei suoi confronti, magari radiandolo e permettendogli quindi di esprimersi solo a titolo personale (legittimo) e non in qualità di medico (illegittimo se la Medicina smentisce quello che egli sostiene).

In questo caso è l’Istituzione che si tutela per preservare la propria credibilità. Fatto ciò, quel ex-medico potrà continuare a esprimersi come meglio crede da semplice cittadino.

E sapete una cosa? A me piace così.

È sano che ci siano idioti che scrivono falsità ed è sano che ci siano idioti che ci credono. È sano che ci sia qualcuno che smonti queste notizie e qualcuno che le rilanci.

È l’esercizio democratico delle libertà.

Io però ho la sensazione che tutto questo stia per cambiare.

In questo periodo insieme alle fake news arrivano anche gli inviti della Polizia di Stato a segnalare notizie false, arrivano le raffiche di esposti in Procura della Repubblica: contro Bruno Vespa, contro alcuni proprietari di canali YouTube, contro cittadini e giornalisti che liberamente esprimono le loro opinioni.

L’occasione è troppo ghiotta per non provarci e il popolo, credendo di difendersi dalle falsità, sarà ben felice di restringere un po’ la sua libertà di parola per avere un’informazione più pulita, più sicura, e magari certificata.

Stiamo iniziando con la Polizia di Stato e le Procure che agiscono in autonomia, volontariamente, ma presto suppongo che arriverà una proposta di legge a supporto di queste iniziative.

Quando arriveremo a quel punto, sappiate che non ci sarà più modo di tornare indietro.

Vi sembrerà ragionevole, vi faranno degli esempi indifendibili contro i quali chiunque segua le emozioni vorrebbe una legge ferma, solida, intransigente. E voi acclamerete il difensore della verità, mentre vi infilerà una pallina di plastica in bocca stringendola con due bei lacci di cuoio intorno alla vostra testa.

Sarà la fine. Ma non potrete più dirlo a nessuno.

1 comment
  1. Parole Acquee. È esattamente così. Nitidamente così.
    Quindi, bisogna Agire. La Legge della Vita unica soluzione, in questo tempo.
    Poiché tutto è, appunto, Effetto di Azioni compiute. Prendiamoci la Responsabilità di Trasformare. Immediatamente.

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