Voglio immaginarmi l’Italia alla fine di questo guazzabuglio epidemico, uscita dal pericolo che l’ha fatta tremare per settimane, mentre urla unita “#MAIPIÙ!”. Ci sarà chi ci riempirà le orecchie di perdibilissime canzoni sulla scampata peste bubbonica e chi ci riempirà gli occhi di fumetti, film, serie tv sull’apocalisse.

Real italian drama, as usual.

Ma mentre nuove orde di artisti sentiranno l’esigenza impellente di farci sapere cosa hanno dentro, la classe dirigente si prodigherà in roboanti annunci per dirci che una cosa del genere #MAIPIÙ!.

E il legislatore, legislerà.

Proviamo a immaginarci cosa potrebbe dire qualche nuova legge #MAIPIÙ! da aspettarsi dietro l’angolo.

Smartphone disinfettati per legge e touchscreen-tax

Gli scienziati denunciano che la superficie touch degli smartphone è sede di sporcizia, batteri e virus potenzialmente pandemici. Una nuova legge obbliga le aziende produttrici di smartphone a dotare ogni confezione di minimo uno panno in tessuto sterile e imbevuto di disinfettante atto all’igienizzazione del dispositivo.

Il panno fornito in confezione può essere usa-e-getta, ma l’utente se è privato è invitato a dotarsi autonomamente di panni igienizzanti. Se invece è un utente professionale di qualsiasi settore è obbligato per legge ad avere sempre con se un panno igienizzante sigillato oppure uno spray disinfettante con meno di 30gg di vita dalla data di acquisto (presentare prova di acquisto altrimenti vi è presunzione di scadenza).

Le forze di polizia possono richiedere in ogni momento ai professionisti di mostrare tali dispositivi e, quando non pervenuti, elevare al malcapitato una sanzione che va da 3.600 a 10.800€.

Al contempo lo Stato impone un’imposta aggiuntiva del 5,6% su tutti i dispositivi provvisti di touch screen con dimensione superiore a 2 pollici di diagonale, poiché potenzialmente veicolo di infezioni e malattie. Salvini chiede di applicare la stessa imposta anche ai telecomandi con i tasti gommosi più lunghi di 4,2cm (non è chiaro se i tasti o il telecomando) ma Di Maio sostiene che ha importanti e attendibili informazioni dalla Cina circa un nuovo particolare tipo di gomma autodisinfettante. Si scoprirà in seguito che Di Maio ha lanciato una startup nel campo dei dispositivi con tasti gommosi e che la gomma autodisinfettante non è mai stata allo studio.

#MAIPIÙ!!

Ristorazione

Rivoluzione tra i tavoli del ristorante, scatta l’obbligo con decorrenza immediata di utilizzare solo sedie personali per tutti i clienti: nuovo cliente, nuova sedia, e quella vecchia si butta. Questione d’igiene.

Ma come, mi obbligano a cambiare la sedia ogni volta e non le posate!? Ma certo, risponde il legislatore, LA RATIO è che le posate vengono pulite con la lavastoviglie e quindi non serve cambiarle, ma avete mai visto una lavasediglie? No, non esiste una lavasediglie, quindi le sedie vanno buttate ogni volta.

#MAIPIÙ!!

Cambio di programma. Legge abrogata. Whirlpool ha depositato il brevetto di una lavasediglie, è naturalmente fatto obbligo di ogni ristorante dotarsene e per legge deve essere posizionata in un locale ad essa esclusivamente adibito e non direttamente accessibile dalla sala. Grazie a un emendamento dell’opposizione sono esentati i locali con meno di 15 coperti e quelli che somministrano pietanze tradizionali, di qualsiasi dimensione essi siano. La Cassazione, in seguito a ricorso, stabilisce che è sufficiente avere anche solo un singolo piatto tradizionale nel menu.

Tutti i ristoranti da quel momento mettono in menu i maccheroni con la pummarola, che però sono sempre finiti quando cerchi di ordinarli.

L’associazione dei consumatori fa nuovamente ricorso. La Corte di Cassazione ribadisce che per “servire cibo tradizionale” si deve intendere non già la disponibilità effettiva di questo, ma solo l’intenzione pubblicizzata del ristoratore di venderlo, sebbene questi debba dimostrare al cliente la sua impossibilità di servirlo per deficienza di materie prime, qualora si rifiuti di farlo, pena la sospensione dell’attività.

#MAIPIÙ!!

Norme sulle spedizioni

Al fine di preservare dalla contaminazione batteriologica le superfici esterne degli imballaggi delle merci, e per tutela degli operatori della filiera delle spedizioni, si invitano gli utenti dei servizi postali a prevedere un doppio strato di imballaggio con separazione minima tra la superficie interna dello strato esterno e la superficie esterna dello strato interno di almeno 35 millimetri se l’imballaggio è di cartone, o di 17 millimetri se l’imballaggio è in materiale plastico e/o comunque di altro materiale impermeabile.

#MAIPIÙ!!

Ecco, basta, mi è già tornata la gastrite così, non fatemi andare avanti.

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